Ospedale di Castel di Sangro: disagi per i ricoverati a causa del catering bloccato sulla SS17

Una situazione di disagi senza precedenti si è verificata oggi all’Ospedale di Castel di Sangro, dove circa 30 pazienti ricoverati non hanno potuto consumare il pasto previsto per le 12:00. La causa è legata al catering esterno, proveniente da Sulmona, che non è riuscito a raggiungere la struttura ospedaliera a causa della chiusura della SS17. Nonostante l’intervento di alcuni volontari, alle 14:20 i degenti erano ancora in attesa del pranzo, sollevando proteste e preoccupazioni.
Catering bloccato e pasti in ritardo
Il servizio di ristorazione dell’ospedale sangrino è affidato a un catering esterno, che oggi non è riuscito a consegnare i pasti a causa della chiusura della SS17, arteria fondamentale per i collegamenti tra Sulmona e Castel di Sangro. Alcuni volontari si sono offerti di trasportare i pasti dalla Valle Peligna, ma il ritardo accumulato ha lasciato i pazienti senza cibo per ore.
La cucina inutilizzata: un’opportunità mancata
A rendere ancora più incredibile la situazione è il fatto che la struttura ospedaliera dispone di una cucina nuovissima, mai utilizzata. «Appare assurdo che la dirigenza sanitaria continui a dipendere da un catering esterno, quando abbiamo una cucina perfettamente funzionante all’interno dell’ospedale», ha commentato un familiare di un ricoverato.
Le reazioni dei cittadini e delle istituzioni
L’episodio ha suscitato indignazione tra i cittadini e i familiari dei pazienti, che chiedono una soluzione immediata al problema. «I ricoverati hanno bisogno di pasti regolari e di qualità», ha dichiarato un rappresentante dei volontari. «Non possiamo permettere che situazioni come questa si ripetano».
Anche le istituzioni locali sono state chiamate in causa. Il Sindaco di Castel di Sangro, Angelo Caruso, ha espresso preoccupazione per la vicenda, annunciando che chiederà un incontro urgente con la dirigenza sanitaria per trovare una soluzione definitiva.
Conclusioni
I disagi vissuti oggi all’Ospedale di Castel di Sangro mettono in luce le criticità di un sistema di ristorazione che dipende eccessivamente da servizi esterni, soprattutto in situazioni di emergenza come la chiusura di una strada fondamentale. L’utilizzo della cucina interna, mai sfruttata, potrebbe rappresentare una soluzione efficace per garantire pasti regolari e di qualità ai pazienti.
La vicenda rappresenta un monito per le istituzioni sanitarie, che devono ripensare la gestione dei servizi essenziali, mettendo al centro le esigenze dei pazienti e la qualità delle cure.
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