Il Bacio dei Marinelli sbarca a Civitavecchia

È forse la più iconica immagine della fine della Seconda Guerra Mondiale quella di un marinaio che bacia un’infermiera, per i festeggiamenti della Giornata della vittoria dell’America sul Giappone. Fu scattata il 14 agosto 1945 dal fotografo Alfred Eisenstaedt e pubblicata dalla rivista LIFE, diventando l’immagine simbolo del giubilo degli americani per la fine della Seconda Guerra Mondiale. Ora c’è un altro bacio che resterà immortale. Quello che l’artista Ettore Marinelli, della celebre famiglia di fonditori agnonesi, ha immortalato nel bronzo.
L’opera che porta proprio il nome “Il Bacio” è stata commissionata dai Marinelli dalla Capitaneria di Porto di Civitavecchia. Il marinaio che bacia la ragazza (ad altezza naturale); una gomena attaccata alla bitta del molo tutto in bronzo dorato.
“L’idea nasce molti mesi fa – ci dicono i Marinelli – quando si voleva sigillare con un’opera significativa la conclusione del magnifico Terminal delle Crociere di cui la capitale d’Italia, contrariamente ai maggiori porti del Mediterraneo, era privo. La sintesi di un “bacio” fra due giovani amanti avrebbe dovuto ispirare la tenerezza della partenza e la speranza del ritorno, le emozioni struggenti dell’abbandonarsi e del ritrovarsi. Effettivamente c’è chi in questo gesto appassionato scopre il tremore dell’addio, chi la passione del “non lasciarsi più”. L’opera nasce nel periodo di coronavirus.
“In quella bolla temporale definita “lockdown” – afferma Marinelli – mi sono rintanato da solo, nascosto nel mio grande studio, presso l’antica fonderia di famiglia. Mentre il mondo era fermo ho lavorato sempre, come un ladro, senza il conforto di un aiuto o di un parere per onorare la creatività dei miei avi e la vita di un laboratorio storico che mai, in 800 anni di attività, si era arreso davanti a guerre e pandemie“.
Un idea sostenuta con grande entusiasmo dal Capitano Giuseppe Leone che l’ha seguita in ogni fase della sua realizzazione, fino alla fusione ed alla sua spettacolare collocazione. Ieri sera (16 settembre) all’interno del Forte Michelangelo a cospetto delle massime autorità militari, civili e religiose il monumento ha preso “vita” in una cerimonia soft per il rispetto del distanziamento del covid-19 ma molto emozionante.
“Il bacio – chiosa Marinelli – è un gesto comune, un ricordo d’antico che sa di dopoguerra ed emigrazione, di saluti e speranza. Ma c’è anche il piacere della scoperta, il gusto eccitante della novità, la scelta di andare o restare. Questa statua è comunque un invito a confortarsi ed amare“.
Vittorio Labanca
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