Armi legali appese al muro: la risposta ironica al servizio delle Iene

Una protesta simbolica e pacifica, ma dal forte impatto mediatico. È questa l’idea lanciata da Francesco Bottone, giornalista e presidente dell’Asd “Auro d’Alba”, associazione che gestisce un campo di tiro per armi da fuoco a Schiavi di Abruzzo, in risposta al servizio delle Iene intitolato “Killer con armi legali”, andato in onda qualche giorno fa.
La provocazione: armi appese al muro con nastro adesivo
Bottone ha deciso di replicare al servizio, da lui definito “un’aggressione mediatica premeditata e gratuita”, con un gesto ironico e provocatorio: ha postato sui social una foto della sua Beretta Apx, un’arma legalmente detenuta, appesa al muro con del nastro adesivo. Un’immagine che richiama volutamente la celebre banana di Cattelan, opera d’arte valutata 120mila dollari, diventata virale per la sua semplicità e provocazione.
«Il servizio delle Iene, firmato da Matteo Viviani, è stato un attacco spudorato e senza contraddittorio ai detentori legali di armi da fuoco», spiega Bottone. «Noi non siamo “killer con armi legali”, come insinuano le Iene. Siamo persone perbene, incensurate, appassionate di tiro sportivo o di caccia, che esercitano un diritto garantito dalla legge».
L’invito ai tiratori e ai cacciatori
Bottone ha lanciato un appello a tutti gli armigeri, oplofili, cacciatori, tiratori sportivi, campi di tiro e associazioni sportive: postare sui social una foto della propria arma legalmente detenuta, appesa al muro con del nastro adesivo o posata su un foglio bianco. «Facciamo diventare questa cosa virale», esorta Bottone, sottolineando l’importanza di scattare le foto in assoluta sicurezza, come sempre dovrebbe avvenire quando si maneggiano armi da fuoco.
La polemica sul servizio delle Iene
Il servizio delle Iene ha sollevato un vespaio di polemiche, accusando i detentori legali di armi di essere potenzialmente pericolosi. Una tesi che Bottone e molti altri appassionati di tiro sportivo e caccia respingono con forza. «Il nostro porto d’armi è rilasciato da un Questore dopo accurati controlli», ricorda Bottone. «Siamo cittadini rispettosi della legge, non criminali».
Una protesta pacifica ma significativa
L’iniziativa di Bottone non è solo una risposta mediatica, ma un modo per ribadire che la detenzione legale di armi è un diritto garantito dalla legge italiana, esercitato da persone responsabili e rispettose delle norme. «Questa protesta è simbolica, ma vuole far riflettere», conclude Bottone. «Le armi legali non uccidono, sono le persone a farlo. E noi siamo dalla parte della legalità».
Conclusioni
La protesta lanciata da Francesco Bottone sta già facendo il giro del web, raccogliendo l’adesione di molti appassionati di tiro e caccia. Un gesto semplice ma efficace, che dimostra come anche una singola immagine possa diventare un potente strumento di comunicazione e denuncia.
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