Riaperture attività e ritorno alla semi libertà

Tra la gente c’è tanta voglia di tornare alla normalità. Tra i commercianti e le attività produttive italiane la voglia è ancor più forte, tanto che il governo sta cercando di capire cosa bisogna fare per far ripartire l’economia italiana.
Le misure economiche adottate finora sono state decisamente inconsistenti ed insufficienti. Forse anche per questo il settore terziario vuole imprimere un’accelerazione al governo. Il PIL è crollato vertiginosamente ed il rischio di fallimento per migliaia di imprenditori è imminente.
Quali potrebbero essere le autorizzazioni per la riapertura nelle prossime settimane? I primi settori che potrebbero beneficiare della riapertura sono i parrucchieri “coiffeur” e centri estetici. I provvedimenti di riapertura potrebbero puntare proprio su questi due settori come apripista della normalità. La possibilità di pianificare gli appuntamenti, consentendo l’ingresso alternato della clientela, impedirebbe l’assembramento delle persone.
L’altra categoria che potrebbe riaprire sono i bar situati sulle stazioni di servizio, porti aeroporti e stazioni ferroviarie. Questo settore terziario è stato l’ultimo a subire la sospensione commerciale dal governo il 23 di marzo scorso, limitando di fatto l’autorizzazione alla vendita dei generi di monopolio e lotterie istantanee.
La somministrazione di alimenti e bevande quindi potrebbe essere riaperta sulle tratte stradali e autostradali per consentire agli operatori dei trasporti di ristorarsi durante le lunghe ore di lavoro sui mezzi su gomma.
L’esecutivo però sta sbagliando molto la comunicazione, gestita in modo approssimativa. Bisogna innanzitutto indicare gli adempimenti che le attività devono eseguire. Le attività devono adeguarsi prima delle riaperture, per farlo hanno bisogno di un protocollo ben dettagliato.
Non si può aspettare l’ultimo giorno per comunicare le riaperture. Le attività hanno bisogno di tempi tecnici per adempiere all’acquisto di tutti i dispositivi di prevenzione previsti. Inoltre il consiglio dei ministri deve stanziare anche un fondo di “avviamento” per consentire agli imprenditori di ammortizzare i costi di gestione delle attività. Riaprire adesso significa una riduzione presumibile del 50%.
Il crollo dei fatturati post pandemia è legato principalmente alle preoccupazioni della clientela, alla limitazione degli ingressi nei locali, ed al potere d’acquisto. Senza una misura di sostentamento molti imprenditori non potranno ammortizzare i costi di gestione delle proprie attività.
Unitamente a questo piano di riapertura potrebbe essere prevista anche la libera circolazione dei cittadini nel comune di residenza limitando gli spostamenti, limitandoli ai confini comunali di residenza. Una sorta di libertà vigilata che può essere il preludio alla normalità – ovviamente – tutti muniti di mascherina.
Michele Di Franco
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