Addio al generale Fontecchio, il comandante che riuscì a salvare i presidi dell’Esercito a Sulmona

Sulmona deve tanto al comandante Nunzio Fontecchio. Se non fosse stato per il suo intervento, costruito certosinamente grazie ad un’accurata opera di riqualificazione, il Comando dell’Organizzazione Penitenziaria Militare e di conseguenza la caserma che ospitava il 57° Battaglione Fanteria Abruzzi, avrebbero chiuso i cancelli già nel 1995. In virtù di un decreto ministeriale che ne prevedeva lo spostamento a Santa Maria Capua Vetere.
Per perorare la causa Fontecchio riuscì a far scomodare di persona il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Bonifacio Incisa Di Camerana, che si convinse dell’ottimo operato del Quadro Permanente e quindi della necessità di salvare i presidi dell’Esercito. I militari infatti rimasero a Sulmona fino al 2007. Una pagina di storia che non sarà mai dimenticata nella città di Ovidio.
A ricordarlo, oggi pomeriggio, al termine della cerimonia funebre officiata dal parroco Don Carmine Caione, nella Chiesa di Santa Maria Ausiliatrice, è stato l’allora Vice Comandante dell’O.P.M. Italo Giammarco, durante l’orazione funebre.
Il generale in realtà non fu granchè spalleggiato dai politici abruzzesi. Non si capì o si fece finta di non capire come la presenza di quelle migliaia di reclute, che durante l’anno si avvicendavano a Sulmona per il mese di addestramento, potessero incidere significativamente per l’economia del Centro Abruzzo.
Non vi era albergo, ristorante, bar e qualsiasi esercizio commerciale, che non ne traesse beneficio. E non solo nelle giornate dei giuramenti, dove veniva regolarmente registrato il sold-out. Fiumi di denaro che non si sono più visti in queste latitudini.
Considerazioni inevitabili tra i colleghi – a funzione conclusa – quasi tutti in quiescenza, che non sono voluti mancare all’addio a quest’uomo che si è davvero speso tanto per la forza armata ed il suo Abruzzo.
Ufficiali, Sottufficiali e persino il Personale civile in servizio nelle caserme di Sulmona, si sono ritrovati insieme attoniti, dopo oltre un decennio da quando le “stellette” sono scomparse dalla patria dei confetti.
A rendergli omaggio, in divisa, vi era una rappresentanza di ufficiali del Comando Militare Esercito di L’Aquila.
L’anziano generale Giammarco ha ricordato il lungo excursus di Fontecchio, cominciato a marzo del 1959, con la frequenza del 17° corso all’Accademia di Modena. E di come coinvolse anche la consorte, Mrs. Cowell, stimata docente di madre lingua inglese, a rendersi disponibile come interprete, in occasione dei tanti eventi per i quali si è sempre adoperato.
“Dice una antica leggenda – ha concluso commosso il suo saluto Giammarco – che su una lontana spiaggia, dimenticati la disperazione ed i dolori, un giorno i vecchi amici si incontreranno ancora e su quella lontana spiaggia, lasciati alle spalle dolori e sofferenze, sereni e rappacificati con Dio ed il mondo, sono certo, ci incontreremo ancora. Ciao, Nunzio, la terra ti sia lieve“.
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