Coronavirus Agnone, trasferimento anziani a Venafro: feriti i cuori dei molisani

Ore 20.28 del 6 aprile 2020. Dodici ambulanze provenienti da Isernia, Cassino e Viterbo più una scorta della Protezione Civile di Agnone. Lampeggianti che squarciano l’oscurità. I nonnini positivi al Coronavirus della casa di riposo Tavola Osca di Agnone vengono prelevati e portati a Venafro presso l’ospedale. I web impazziscono di filmati, fotografie e commenti. Coro unanime di strazio nel vedere quelle luci in un serpentone di tristezza reso ancora più lugubre dal buio della notte. Sembra quasi un blitz e tutto prende forma di una vero raid poiché pare che i parenti dei vecchietti non sapessero nulla di quello che stava accadendo.
Forse per il trasferimento dei covid-positivi si sarebbe potuto aspettare anche le luci del mattino ed usare più discrezione e non far apparire tutto come un film. Tantissime interpretazioni e le analisi. La più incisiva quella di don Francesco Martino.
“Questa situazione – scrive il sacerdote – è il frutto purtroppo del caos organizzativo, gestionale, dell’incapacità manifesta a gestire l’emergenza da parte di Regione Molise, Asrem ed anche degli organi tecnici preposti locali, aggravata da comportamenti, diciamo incomprensibili, della gestione della Casa per Anziani Tavola Osca, che, tra l’altro, ha lasciato per quattro giorni senza pulizia l’Ospedale Caracciolo, avendo in comune il personale di pulizia tra le due strutture, senza prendere dovute precauzioni, nell’incredibile assenza di intervento degli organi Asrem che dovevano vigilare, essendo la pulizia una cosa fondamentale per la sicurezza sanitaria di un ospedale. Ma il provvedimento preso non risolve nulla, se non il liberare l’immobile del privato, e generando un possibile focolaio in una struttura ancora pulita.
Nonostante il Video di Florenzano, le testimonianze presenti sul Web documentano il caos dell’operazione, in quanto né le autorità locali sono state avvisate, nè c’era il personale e i presidi pronti, data anche la rapidità con cui si è proceduto, senza predisporre il tutto per il meglio. Ma è una soluzione che definire assurda è poco, perché a livello sanitario, a Venafro, oggi non c’è una struttura con più elevati presidi e garanzie sanitarie rispetto al possibile in questa zona. A meno che a seguito di controlli dei Nas non risultino cose di cui non sono a conoscenza in merito ai requisiti strutturali, data la grandezza della Tavola Osca, dotato anche di un piano con camere adatte per una RSA, tutte con bagno interno, che nel corpo centrale conta circa 50 camere, percorso di separazione tra il pulito e lo sporco, una cucina adatta, la soluzione più semplice era requisire la struttura stessa, collocarvi tutti gli ospiti e il personale per la quarantena, compresi gli operatori, e quindi procedere ad organizzare i sevizi, con tutti i dispositivi DPI, assumendo anche a chiamata diretta OSS e con il supporto di protezione civile e Croce Rossa.
Si poteva continuare ad usare la cucina del Caracciolo per il pranzo, e in caso chiedere al governo di fornire, visto che lo hanno fatto, stilando un elenco di volontari disponibili a livello nazionale, 1 medico per la struttura e alcuni infermieri, se non era possibile reperirli o distaccarli in zona dal personale interno, capace anche di intubare in caso di emergenza un paziente, e destinare un MSA, in aggiunta a quello del 118 del Caracciolo, con idonei soccorritori, di supporto, per l’eventuale trasporto di emergenza al Cardarelli.
Decisioni più semplici e razionali, che avrebbero garantito tranquillità all’ambiente, evitato il traumatico spostamento degli anziani, impedito di mobilitare da Roma 11 ambulanze con relativo personale, di fatto un dispendio di mezzi ed energie (per che cosa?). Il fatto, come tutto quello che sta succedendo, dimostra che non abbiamo nessuno con la testa capace di gestire la Sanità in Molise e le emergenze. Qui non ci vuole un Commissario per il Piano di Rientro, ci vuole un Commissario per Gestire Emergenza, Organizzazione e Gestione Sanitaria dell’intero Molise, un vero tecnico di settore! Se si gestisce così come fatto oggi, il calvario per noi è iniziato e durerà a lungo, con errori su errori, a cui il Coronavirus non farà sconti.
Un’ultima riflessione voglio farla come Parroco di Belmonte: in quel residence c’erano 7 anziani del paese: oltre al dolore di vederli trasportati così nella notte (non si poteva almeno aspettare un giorno, chiedendo al personale che era nella struttura con loro di occuparsi temporaneamente ancora dell’assistenza?) ho saputo che i familiari hanno saputo del loro trasferimento da organi di stampa e non ufficiali: anche mancanza di rispetto e di dignità, se fosse vero. Questa situazione chiede un’indagine seria da parte della magistratura su ogni aspetto, sia per il tradimento della fiducia riposta dai familiari nella gestione e proprietà della struttura stessa, sia verso gli organi decisori in questa emergenza: qui è stata calpestata la dignità umana di queste persone, cosa che non fa parte dei valori umani del nostro popolo di solidarietà, accoglienza, vicinanza e condivisione.
Non solo una brutta pagina, ma una pagina nera per interessi personali di natura economica, di presunzione, supponenza, arroganza, affari privati e quant’altro. Cosa che da troppo tempo inquina la nostra comunità portandola al disastro, e a cui bisogna dire basta in modo assoluto, rimettendo al centro la persona e i servizi sanitari, sociali, assistenziali mettendo alla porta in essi lo scopo di lucro“.
Intanto il grazie di Agnone al sindaco di Venafro che porrà la massima attenzione su quello che succederà nell’ospedale della sua città.
Vittorio Labanca
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