Ospedale Caracciolo, la diocesi di Trivento si oppone al depotenziamento

Anche la chiesa triventina a sostegno dell’ospedale Caracciolo di Agnone. Don Mimì Fazioli ha voluto lanciare un avvertimento contro l’azzeramento della struttura sanitaria unica garanzia del diritto alla salute dell’area montana abruzzese e molisana. Diocesi di Trivento che abbraccia proprio i paesi più emarginati e che vivono al confine dei territori di due territori confinanti che, spesso, non vengono protetti dalla politica di entrambe le regioni. Don Mimì Fazioli ha voluto spezzare una lancia a favore della tutela delle “anime” che vivono in questi territori nel corso della messa dallo stesso officiata in occasione dei Festeggiamenti della Madonna delle Grazie e della tradizionale “Pastorale” alle 6 del mattino del 21 novembre, presso la chiesa di San Marco di Agnone.
Tempio Sacro gremitissimo in ogni suo spazio nonostante l’ora. Don Mimì che aveva sostituito il Vescovo Palumbo nella celebrazione perché il Presule di Trivento era fuori regione per “esercizi spirituali”, ha voluto ricordare ai presenti che la chiesa segue con apprensione il divenire della problematica sanitaria restando al fianco dei sofferenti, degli ammalati, di coloro che hanno necessità di protezione, cure ed attenzioni.
Un San Francesco Caracciolo che in quest’ultimi periodi sta accusando tagli immotivati dalla politica regionale. Un richiamo al raziocinio ed alla speranza quella del Vicario Foraneo Diocesano che si spera faccia eco e breccia nella stanza di chi conta. Una Chiesa che non si è mai tirata indietro, anzi ha sempre sostenuto le necessità di salute di una popolazione che soffre per emarginazione e “povertà” scendendo spesso in strada per gridare la necessità di aiuti a questa gente e che ha trovato in don Francesco Martino, ex cappellano dell’ospedale alto molisano, oggi fra i più esperti della politica sanitaria, una delle voci più colte ed insistenti che possono fare da contraltare alle posizioni politiche tese solo a rasoiate ed azzeramenti di determinati territori.
L’intervento di Don Mimì Fazioli a molti è passato quasi inosservato, soprattutto per quelli che hanno partecipato al rito religioso solo per tradizione o aspettando di gustare, la cioccolata calda con i “raffaiuole” (i tipici biscotti al latte agnonesi) a fine messa. Cosa questa che nella stessa omelia è stata stigmatizzata del sacerdote celebrante.
Vittorio Labanca
Leave a Reply
Devi essere connesso per pubblicare un commento.