Compie 60 anni il presepe vivente di Agnone, domani in scena insieme alla Ndocciata

Ancora una volta Agnone s’appresta a vivere l’emozione della Ndocciata. Quella del 24 dicembre è meno spettacolare rispetto a quella dell’8 dicembre per il minor numero dei torcioni ardenti che le cinque contrade portano in spalla, ma comunque suscita sensazioni uniche. Qui ad Agnone, la Ndocciata della Vigilia è quella della tradizione perché un tempo si svolgeva solo in quella data. Ma il 24 dicembre la Ndocciata passa in secondo piano perché diventa corollaria al Presepe Vivente del Cenacolo Culturale Francescano giunto quest’anno alla sessantesima edizione.
Una Natività diversa dalle altre perché recitata su temi d’attualità; dove il Bambino che nasce porta con se messaggi sociali. Nella grotta di Agnone è “nato” il bimbo bosniaco; quello dell’alluvione di Genova del 1993, quello ammalato di Aids, il bimbo nero contro il razzismo, il piccolo migrante dello Sprar fino a Stella Cometa (nome e cognome reali) di una piccola (oggi maggiorenne) figlia di un carabiniere di stanza ad Agnone.
Tutti i testi in questi dodici lustri sono stati scritti da Giorgio Marcovecchio e la regia con la scelta dei personaggi a cura di Giuseppe De Martino. Poi da anni la collaborazione preziosa di Agostino Iannelli quindi di Oreste Palmiero, quella di Roberto Carlomagno e Saverio La Gamba senza i quali la Natività si sarebbe arenata o avrebbe perso di valore.
Il bambinello quest’anno sarà il piccolo Ettore Pannunzio mentre la Madonna verrà interpretata da Sofia Marinelli con Francesco Spadanuda nei panni di Giuseppe. “La Storia delle Storie” questo il tema della Natività 2019, un pot purri di quasi tutte le scene più importanti dei sessant’anni di Presepe. La durata sfiora i 40 minuti e per la prima volta la rappresentazione vedrà una nuova location ovvero quella della “villetta” di piazza Unità d’Italia dove i quadri del Presepe possono avere più scenografie nei vari angoli dello slargo.
La Natività prenderà vita come sempre al termine della Ndocciata. Anzi alcuni Ndocce illumineranno la capanna e la sacra famiglia nel momento della nascita del Redentore. Al termine la benedizione d parte del parroco don Onofrio Di Lazzaro ed il saluto d’auguri del sindaco di Agnone Lorenzo Marcovecchio. Uno spettacolo da non perdere perchè ad Agnone il Natale, con tutti i riti sacri si celebra il 24 dicembre.
Vittorio Labanca
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